dott. Castiglione

1° tipo: DMS Secca

La degenerazione maculare senile (AMD age related macular degeneration per gli anglosassoni o DMS degenerazione maculare senile in italiano ) è una patologia della retina che gradualmente altera la funzione visiva centrale del campo visivo. Tipicamente interessa la popolazione oltre i 50 anni, ed aumenta la percentuale di incidenza con l’aumentare dell’età. Interessa circa il 10% della popolazione oltre i 52 anni ed arriva a colpire il 33% della popolazione oltre i 75 anni.

E’ disponibile un test genetico per stabilire il rischio ( alto, medio , basso ) del paziente a sviluppare una degenerazione maculare con l’invecchiamento.

Si distinguono vari stadi di DMS con progressione variabile.

Inizialmente interessa un occhio, ma esistono 55% di probabilità di un interessamento bilaterale nel giro di pochi anni. L’aspetto è caratterizzato dalla presenza di drusen (piccoli depositi rotondeggianti giallastri che si formano negli strati delle retina).
Questi depositi risultano da un alterato metabolismo cellulare e da una alterata permeabilità vasale, le cause di ciò sono tutt’ora sconosciute anche se pare siano coinvolti tutti i fattori di rischio cardiovascolare oltre , ovviamente, l’età. La DMS secca rappresenta circa il 90% di tutti i casi di DMS iniziale. Vi è una evoluzione tardiva della DMS secca detta Atrofia geografica. Circa il 7% delle DMS secche progrediscono verso il secondo tipo di degenerazione detta “forma umida”. La diagnosi viene effettuata con l’esame del fondo oculare e con l’aiuto dell’esame OCT per l’evidenziazione delle drusen.
Nei casi dubbi la fluorangiografia ( fotografia della circolazione maculare dopo iniezione di un mezzo di contrasto ) può discriminare la forma secca da quella umida.

2° tipo: DMS Umida

Questa forma più grave di DMS è associata alla formazione di nuovi vasi anomali ( neovasi ) nello strato sottostante la retina detto coroide, questo fenomeno viene definito neovascolarizzazione coroideale. I neovasi sono capillari molto fragili che trasudano liquido e/o sangue formando dei sollevamenti della zona di macula interessata. Il tutto comporta una rapida progressione della patologia con diminuzione importante della acutezza visiva centrale. Le forme umide primitive costituiscono circa il 10% di tutti i casi di DMS. Solitamente l’esordio è monolaterale , ma frequentemente possono poi essere interessati entrambi gli occhi.

Sintomi della DMS

degenerazione maculare senile

Il sintomo più comune è la sensazione di appannamento visivo nella visione centrale. Ma spesso tale sintomo viene sottostimato dal paziente perché i meccanismi di compenso cerebrali riescono comunque a mantenere una capacità visiva binoculare non allarmante. 

Un altro sintomo classico della DMS umida è la visione ondulata o distorta delle linee rette (metamorfopsia), dovuta all’accumulo di liquido (edema retinico) sotto la retina. La progressione della patologia porterà alla formazione di una macchia scura al centro del campo visivo , tale macchia (scotoma centrale) può allargarsi con il tempo.

In ogni caso il campo visivo periferico rimarrà sempre conservato, consentendo una normale deambulazione anche nei casi più gravi. Purtroppo l’impossibilità alla lettura rimane il deficit più invalidante.
Il paziente deve monitorare costantemente anche le più piccole variazioni visive.

Come si cura la DMS

degenerazione maculare senile

La miglior cura è sempre la prevenzione:

  • Evitare di fumare
  • Mantenere una buona forma fisica
  • Indossare occhiali protettivi dai raggi UV
  • Tenere sotto controllo possibili disturbi cardiovascolari
  • Seguire un’alimentazione ricca di pesce, frutta e verdura
  • Assumere specifici integratori dietetico – vitaminici

Non vi è al momento una terapia efficace per la degenerazione secca, si consiglia l’assunzione costante di integratori dietetici contenenti principi antiossidanti per prevenire l’invecchiamento cellulare.

Per la degenerazione umida la terapia si basa sulla iniezione di farmaci direttamente all’interno dell’occhio detta “ terapia intravitreale”. Tali farmaci sono inibitori della crescita dei neovasi (antiVEGF) responsabili della patologia. La terapia và ripetuta più volte e spesso il risultato è di rallentare l’evoluzione della malattia migliorando il visus residuo a cicatrizzazione avvenuta.
Il futuro della ricerca vede la sperimentazione di farmaci a lento rilascio con vari tipi di dispositivi intra o extraoculari, farmaci assumibili per via orale, nuovi tipi di laser selettivi, ma i tempi di attuazione pratica di tali cure sono purtroppo molto lunghi.

Lo scopo della terapia, al momento, è di rallentare e/o arrestare l’evoluzione della malattia

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